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e AEC - Associazione per le Attività
Educative e Culturali,
in collaborazione
con

lunedì 25 giugno 2007, ore
18.00 presso il
Centro Studi San Carlo,
Via Monte di Pietà 1 - Torino
hanno presentato il libro
Spiriti animali
La concorrenza giusta
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sono intervenuti:
Dott. Pietro MODIANO
Direttore
generale Intesa Sanpaolo
Dott. Antonio Maria MAROCCO
Notaio in Torino
Sen. Franco DEBENEDETTI
Economista
Prof. Enrico COLOMBATTO
Ordinario di Politica Economica -
Università degli Studi di Torino
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e con la
presenza degli autori:
Prof. Ettore GOTTI TEDESCHI
Presidente Banca Santander Italia
Dott. Alberto MINGARDI
Direttore dell'istituto
Bruno Leoni
Ha introdotto la
serata:
Avv. Stefano COMMODO
Presidente I.P.S.E.G.
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IL LIBRO
"Concorrenza" è una parola ormai sulla bocca di tutti: ma che cos'è la
concorrenza? Come si costruisce, come si mantiene? Quanto e come dipende
dall'azione di un regolatore accorto? Cosa può fare lo Stato per ostacolarla o
promuoverla? Come la vivono le imprese? E' un fastidio o un'opportunità? In
questo libro-intervista gli Autori sostengono che la concorrenza esiste non
grazie ma nonostante l'azione dei regolatori. La libera economia è l'unico
ambiente in cui le imprese possono crescere e prosperare: solo il retaggio di
mezzo secolo di statalismo ci porta a pensarla diversamente. E' proprio la
concorrenza libera ed assoluta a produrre qualità, innovazione e prezzi bassi
per i consumatori. La concorrenza non è solo utile: è soprattutto giusta.
La superiore efficienza del sistema di mercato
sembra trovare sempre maggiori consensi. Ma il mercato - si sostiene spesso -
deve essere emendato e corretto: bisogna mettere le briglie agli spiriti animali
del capitalismo "selvaggio". Questo libro prende una direzione molto diversa.
Proprio l'economia di mercato, al suo massimo grado di libertà, può assicurare
benessere e crescita. In particolare, i tentativi di proteggere la concorrenza
da se stessa - attraverso l'operato delle autorità antitrust - sono pretestuosi
e controproducenti. La tesi forte degli autori è che solo una concorrenza
affrancata da ogni vincolo, e proprio per questo non selvaggia bensì giusta, è
capace di garantire gli interessi di tutti più di qualsiasi intervento
moderatore.
L'AUTORE
Ettore Gotti Tedeschi (Pontenure, Piacenza,
3 marzo 1945), economista italiano, per i primi 12 anni della sua vita
professionale si è occupato di strategia industriale e finanziaria (con SEMA a
Parigi e McKinsey a Milano e Londra); dal 1985 ha cominciato ad occuparsi di
finanza e nel 1993 è presidente per l’Italia del Banco Santander Central Hispano,
la prima banca spagnola. È inoltre consigliere d’amministrazione del Sanpaolo
IMI e della Cassa Depositi e Prestiti, la banca del governo italiano. Insegna
etica della finanza all’Università Cattolica di Milano.
Cattolico e liberale, Ettore Gotti Tedeschi ha
scritto con Rino Cammilleri un libro che ha per titolo: “Denaro e Paradiso.
L’economia globale e il mondo cattolico”, rivendica “la superiorità di un
capitalismo ispirato alla morale cristiana”. Avverso alle teorie keynesiane e
all’idea che l’economia sia una scienza tout court, ha raccontato in modo
originale, sulla scorta delle ricerche degli economisti medievali Giovanni Ceccarelli e Giacomo Todeschini, come il capitalismo sia nato “con il saio”
nell’Italia del XIII secolo, teorizzato da teologi francescani. Sarà invece il
protestantesimo, secondo Gotti Tedeschi, il responsabile dei suoi successivi
difetti: affarismo, decisionismo, laissez-faire, legge del più forte. Di fronte
alle resistenze al capitalismo di tanto mondo intellettuale cattolico, ci volle
Giovanni Paolo II con la sua enciclica Centesimus Annus del 1991 per richiamare
i fedeli ad aver fiducia nella bontà del capitalismo e del profitto.
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