I.P.S.E.G,
Istituto Piemontese di Studi Economici e Giuridici
in collaborazione
con la Casa Editrice

mercoledì
19 settembre 2007, ore 18.00 presso la
Libreria FOGOLA,
Piazza Carlo Felice, 15 - Torino
ha
presentato il libro:
“Torino,
provincia di Milano
Da
capitale a dépendance della Madonnina?”
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IL LIBRO
Torino
si muove. Destinazione Milano. All'ombra della
Madonnina sono emigrate le principali istituzioni
finanziarie (ieri la Cassa di Risparmio, oggi il
Sanpaolo) e ogni giorno oltre 100mila torinesi si
recano per lavoro, studio o affari nella capitale
meneghina.
Due città che distano a malapena un centinaio di
chilometri, ma separate da decenni di livore e
diffidenza, costrette loro malgrado a una sempre più
stretta convivenza.
Sarà questo l'approdo ineluttabile della lunga
transizione dell'ex one company town italiana,
diventare provincia dell'impero economico di rito
ambrosiano? Stordito dalla giostra di eventi che,
dalle Olimpiadi invernali in poi, configurerebbe una
sorta di "rinascimento subalpino", il capoluogo
piemontese sembra aver smarrito la propria identità.
Fuori dalla consolante retorica di una classe
dirigente inetta e irresponsabile, Torino deve
tornare a fare i conti con la realtà. E con un
futuro tutt'altro che scontato..
L'AUTORE
Bruno
Babando, giornalista e scrittore torinese, è
autore di numerosi saggi su Torino e le sue
trasformazioni. è stato direttore di ricerca di
Eurispes e di Iter-Centro di ricerche.
Tra le sue ultime pubblicazioni: "I ragazzi dello
zoo di Torino" (2005), "Gregge senza Agnelli"
(2004), "Angusta Taurinorum" (2003), "Con gli occhi
del naufrago" (1997).
Antipatico, polemico,
provocatore, Bruno Babando, giornalista de Il
Domenicale, già direttore di GRP Televisione, torna
a denudare i presunti monarchi di una Torino che
continua a presentarsi come capitale dell'auto, del
libro, della tecnologia, del futuro, e di quant'altro,
ma che decade e si riduce a sobborgo lombardo.
Una denuncia documentata dell'insipienza della
classe dirigente subalpina destinata, come i libri
precedenti dello stesso Autore, a fare sobbalzare
sulla "poltrona" i nomi della cosiddetta "Torino
bene".