I.P.S.E.G. | Istituto Piemontese di Studi Economici e Giuridici
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N.5 – Campagna per la Parità Scolastica

N.5 – Campagna per la Parità Scolastica

Il Consiglio Regionale del Piemonte si accinge finalmente a discutere il progetto di legge per la parità scolastica dopo l’autorevole intervento della Corte Costituzionale che ha ritenuto inammissibile il referendum per l’abrogazione delle norme della legge 62/2000 (Legge Berlinguer, approvata dal centrosinistra) che prevedono la possibilità di finanziamenti alla scuola privata.

Questo progetto, preciso impegno contenuto nel programma elettorale della Casa delle Libertà, non è stato ancora portato avanti. Da una parte vi è una maggioranza i cui componenti non sembrano tutti convinti della necessità di tale legge, dall’altra un’opposizione che innalza barriere ideologiche. Non si comprende quella che sembra una sterile litigiosità, dannosa solo per le fasce più deboli e per la crescita di un reale pluralismo culturale.

Cogliendo il profondo disappunto che va infatti crescendo non solo in seno al mondo cattolico, ma in generale presso quanti condividono il significato innovativo e liberale di quella legge, l’Istituto Piemontese di Studi Economici e Giuridici ha deciso di impegnarsi a condurre una campagna di sensibilizzazione e informazione al fine di veder approvata in tempi brevi una soluzione all’insegna della civiltà e della libertà.

Il primo passo di questa campagna è costituito dall’invio a tutti i consiglieri regionali di una lettera richiedente una precisa e personale posizione in merito alla questione. Le risposte e gli eventuali impegni dei singoli sono pubblicate sul sito web: www.ipseg.it.

Riportiamo di seguito gli argomenti che giustificano la nostra posizione sulla legge per la parità scolastica, esposti nelle lettere inviate ai consiglieri:

– interessa innanzitutto le famiglie, alle quali va la quota destinata a ridurre le spese che devono sostenere per la scuola non statale;

– rende perciò possibile a famiglie con reddito medio e basso, di scegliere una scuola non statale per i propri figli;

– consiste nell’assegnazione di una quota alle famiglie che risulta proporzionale al reddito, nel senso che tale quota aumenta col decrescere del reddito;

– pone fine ad un’ingiustizia sociale, in quanto stabilisce il principio che la libertà di scegliere la scuola per i propri figli non può essere limitata o impedita dal reddito;

– adegua le istituzioni scolastiche italiane ad un sistema già largamente europeo, sancito dalle istituzioni europee, sostenuto dalla maggioranza;

– non discrimina affatto gli alunni delle scuole statali, perché le loro famiglie già non sostengono il costo della scuola;

– non favorisce i “figli dei ceti abbienti”, perché se mai fosse giusto questo ragionamento, bisognerebbe far pagare a certe fasce di reddito anche la frequenza delle scuole statali;

– non distoglie risorse alla scuola statale, perché lo stanziamento previsto per coprire i costi della scuola non statale non supera il 5% di quanto è già stanziato per le scuole statali.

Tutte queste ragioni, ci sembra, rendono davvero il progetto per l’attuazione regionale della parità scolastica, già operante in altre Regioni, una battaglia fondamentale per la stessa sopravvivenza della libertà di educare, di cui sono naturalmente titolari i genitori e che deve essere tutelata da ogni tentativo di soffocamento. Chiediamo quindi a tutte le persone interessate al problema di aiutarci facendo conoscere la nostra iniziativa, divulgandola presso mezzi di comunicazione locali e, soprattutto, effettuando convinti interventi ad personam sui consiglieri regionali.

LIBERA LE TUE LIBERTÀ

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